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Paragrafo 6 . Il dopoguerra in Francia e nella penisola iberica.
     
In  Francia  le  elezioni del 1919 segnarono il successo  delle  forze
moderate e conservatrici, che governarono quasi ininterrottamente sino
al  1932,  favorite  dal sostegno delle classi  medie  e  della  ricca
borghesia  industriale e dalla ripresa dell'economia a  partire  dagli
anni  Venti.  A  loro favore gioc anche la debolezza delle  sinistre,
accentuatasi  dopo  che al congresso di Tours del  1920  i  socialisti
rivoluzionari  si  erano  distaccati ed  avevano  fondato  il  partito
comunista,   rifiutando  poi  qualsiasi  collaborazione   con   quello
socialista, in linea con le direttive del Komintern.
     
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     Anche  per  la  Francia, come per tutti i paesi  coinvolti  nella
guerra, il problema pi grave era quello della crisi economica e della
conseguente  tensione  sociale. La nazione in  teoria  aveva  maggiori
capacit  di ripresa, grazie al recupero della ricca regione mineraria
dell'Alsazia-Lorena   e  alle  riparazioni  dei   danni   di   guerra,
comprendenti, oltre a un'ingentissima somma di denaro, lo sfruttamento
per  quindici anni delle miniere della Saar. Si deve per  considerare
che  essa,  oltre  a  dover  a  sua volta pagare  i  debiti  contratti
soprattutto  con gli Stati Uniti, usciva particolarmente  colpita  dal
conflitto,  perch le numerose battaglie combattute sul suo territorio
avevano  causato  la  devastazione di  molte  regioni  agricole  e  la
distruzione  di decine di migliaia di edifici pubblici e  privati,  di
ventimila  fabbriche,  di  cinquemila  chilometri  di  ferrovie  e  di
cinquantamila chilometri di strade.
     L'avvio   di   grossi   lavori   per   la   ricostruzione   delle
infrastrutture  provoc un'espansione della spesa pubblica,  che  fece
crescere  l'inflazione; il conseguente aumento del  costo  della  vita
and   a  colpire  soprattutto  le  classi  popolari.  Ne  deriv   un
aggravamento  della  tensione  sociale; i  lavoratori,  sostenuti  dal
movimento sindacale, chiedevano aumenti salariali e riforme,  tra  cui
la  nazionalizzazione  delle  ferrovie;  il  governo  rispose  con  la
repressione.
     Anche  le  relazioni  internazionali  erano  piuttosto  tese.  La
Francia  mirava ad ostacolare la ripresa della Germania e a rafforzare
la  propria posizione economica e politica sul continente europeo. Per
questo,  tra il 1920 e il 1921, sottoscrisse alleanze con il Belgio  e
con  la  Polonia,  e  nel gennaio del 1923 procedette  all'occupazione
militare  della Ruhr, per tutelarsi contro il mancato pagamento  della
seconda rata delle riparazioni da parte della Germania.
     L'occupazione  della  Ruhr  comunque  non  serv  a  risolvere  i
problemi  economici  interni;  per  frenare  l'inflazione  il  governo
ricorse  allora  a  nuove tasse, suscitando un malcontento  che,  alle
elezioni del maggio 1924, favor le sinistre. Queste infatti,  riunite
in   un   cartello  elettorale  comprendente  radicali  e  socialisti,
ottennero  la  maggioranza e formarono un nuovo  governo  guidato  dal
radicale Edouard Herriot. Il nuovo primo ministro avvi la distensione
con la Germania, accettando il piano Dawes e ordinando il ritiro delle
truppe dalla Ruhr, ma non riusc a risanare la situazione finanziaria.
Nel  luglio  del  1926 si form allora un esecutivo  di  centrodestra,
presieduto  dall'ex presidente della repubblica Raymond Poincar,  che
riusc  finalmente a bloccare l'inflazione attraverso una pi rigorosa
politica di bilancio e con l'aumento delle imposte indirette, ma anche
grazie al sostegno del grande capitale, al calo della tensione sociale
e ad una generale ripresa dell'economia a livello internazionale.
     Nel  frattempo  vennero raggiunti importanti risultati  anche  in
politica  estera,  dei  quali fu artefice  il  ministro  degli  esteri
Aristide  Briand.  Questi, convinto che per il raggiungimento  di  una
maggiore stabilit nelle relazioni internazionali fosse indispensabile
il  coinvolgimento  degli  Stati Uniti,  ebbe  vari  incontri  con  il
segretario di stato americano Frank Kellogg, che portarono alla firma,
il  27 agosto del 1928, di un patto in base al quale i paesi aderenti,
che  in due anni passarono da 15 a 62, si impegnavano a ricercare  una
soluzione  pacifica  alle  controversie  internazionali.  Un'ulteriore
tappa  verso  la  distensione fu compiuta nel 1930,  quando  entr  in
vigore il piano elaborato dal finanziere statunitense Owen Young,  che
prevedeva una riduzione delle
     
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     riparazioni  dovute dalla Germania ed una loro  rateizzazione  in
60  anni,  e  contemporaneamente la Francia complet il  ritiro  delle
proprie  truppe dalla Renania, che la Germania si impegnava  a  tenere
smilitarizzata.
     La  Spagna, bench fosse rimasta neutrale, dovette affrontare  un
periodo  non  meno  travagliato di quello dei paesi belligeranti.  Una
grave  crisi economica, le conseguenti agitazioni degli operai  e  dei
contadini e le sommosse per l'autonomia dei catalani e dei baschi, cui
il  parlamento  reag  con una dura repressione,  portarono  il  paese
sull'orlo  della  guerra civile, finch nel 1923  il  generale  Miguel
Primo de Rivera instaur una dittatura militare.
     Anche  in  Portogallo  il  perdurare di una  gravissima  tensione
politico-sociale,  originata dalla crisi del  dopoguerra,  favor  una
brusca trasformazione delle istituzioni. Nel maggio del 1926 un  colpo
di  stato,  il diciassettesimo dal 1910, port al potere  i  militari;
questi  instaurarono  un regime autoritario, del quale  il  principale
esponente   diventer  Antonio  de  Oliveira  Salazar,   che,   eletto
presidente  del consiglio nel 1932, eserciter un potere  dittatoriale
per 36 anni.
